La
Sala del Sughero:
tipica specie mediterranea, la quercia da sughero caratterizza
il paesaggio della Sardegna e, principalmente, quello
gallurese connotato dalla presenza di estese sugherete.
Plance:
l’estrazione del sughero è consentita nel
periodo dal primo maggio al 31 agosto ad intervalli non
inferiori a dieci anni, periodo questo necessario per
il formarsi di una corteccia utilizzabile.
Manufatti
del sughero:
le applicazioni del sughero spaziano dal campo dell’artigianato
artistico a quello enologico. Da irregolarità
del tronco della pianta si otteneva un rudimentale bicchiere
“nappedda” utilizzato per attingere acqua
dalle sorgenti. plance di sughero regolari, accuratamente
rifinite e levigate, potevano essere lavorate per la
produzione di svariati prodotti, tra cui tappi e contenitori
per il vino come la “barila”.
Strumenti
per la lavorazione:
in tempi antichi la lavorazione delle cortecce da sughero
era praticata attraverso vari strumenti ormai in disuso:
“tampò”, ”persuà”
”farru pa rifilà”. Nell’800, la
lavorazione era poco praticata nel territorio, in quanto
il prodotto, una volta estratto, veniva esportato nel continente,
e qui lavorato, specialmente per la produzione di tappi.
Museo
Etnografico "M.E.O.C." - Via Monti di Lizu, 6 - 07020
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